
Je ne suis pas d'accord avec ce que vous dites, mais je me battrai jusqu'à la mort pour que vous ayez le droit de le dire. Votre mort.
Illustrazione di Giulia Giapponesi
(http://fanfaluche.wordpress.com/)
La trasmissione “Anno Zero”, condotta da Michele Santoro mette in evidenza ritardi, inefficienze, e contraddizioni rispetto alla prevenzione e alla gestione del terremoto in Abruzzo del 6 aprile. La tv pubblica si permette di criticare il governo e il suo operato, e questo non piace al governo: Fini e Berlusconi non approvano, anzi.
Ci sono due concezioni del servizio pubblico che si trovano agli antipodi. Da una parte c’e’ quella che si potrebbe dire una concezione “anglosassone”, una televisione come “watchdog“, cane da guardia, che deve vigilare, sorvegliare, e abbaiare quando qualcosa non va, mostrare i denti e mordere pure. Dall’altra parte c’e’ la concezione “all’italiana“, una tv che è come un cane ammaestrato, docile, drogato, da bastonare se è il caso. E’ la concezione di Fini e Berlusconi: la Tv pubblica deve consolidare il potere del governo, placare gli animi ribelli, confortare, tacere gli scandali, esaltare i successi, minimizzare i problemi (a svagare, no, non necessariamente, perché ci pensa la mediaset e meno concorrenza ha, meglio è). In una parola: propaganda. In nome di un sofisma: la TV pubblica è finanziata dai cittadini italiani, i cittadini italiani hanno eletto Berlusconi, ergo la TV pubblica deve parlare bene di Berlusconi. E’ già un’evoluzione rispetto a quando Berlusconi non aveva paura di affermare che la TV pubblica fosse la TV del governo, cosi’ come le reti mediaset sono le reti DI Berlusconi. Insomma tutto era suo. Lo pensa ancora, ma ha rifinito il discorso.
Ho ancora in testa Santoro, qualche anno fa, accusato di fare un uso “criminale” della TV pubblica, che rispondeva al premier in diretta telefonica “Non sono un suo dipendente!” (http://www.youtube.com/watch?v=PgUFclMkPhk). Ostracismo per Santoro, l’infame licenziamento di Biagi con raccomandata con ricevuta di ritorno… all’estero non hanna paura di parlare di fascismo.
Qualche riga anche per Luttazzi, altra vittima della concezione perversa di Tv pubblica di Berlusconi e compagni. Invitando Marco travaglio nella trasmissione Satiricon, si becco’ una querela per 41 miliardi da parte di Berlusconi e Mediaset. Travaglio è stato recentemente insignito di un premio per la libertà di stampa (http://vistidalontano.blogosfere.it/2009/02/dalla-germania-premio-per-la-liberta-di-stampa-a-marco-travaglio.html) e Luttazzi ha vinto la causa: http://www.youtube.com/watch?v=3SKTRjnZuNU
“Meglio essere cacciati per aver detto qualche verità, che restare al prezzo di certi patteggiamenti” Enzo Biagi
Complimenti alla vignetta di Giulia Giapponesi, mi ha strappato un sorriso amaro. E grazie per questo post, Fede.
Pensando alla situazione dell’informazione in Italia non so se ridere o piangere.
Finalmente! Raccoglimoli tutti! Quelli più importanti. Per far capire