Per puro caso mi sono trovato a vedere questo horror, senza praticamente nessuna informazione, nessuna aspettativa (anzi, francamente pensavo fosse una trashata senza appello). Scratcho rapidamente il file per vedere se c’e’ qualche scena che mi incuriosisca senza notare niente di particolare, ma mi decido comunque a far partire il film dall’inizio per dargli comunque una chanse e vedere come se la sbriga un film misconosciuto dall’aria veramente povera e sfigata.
Una ragazza ha un guasto alla macchina mentre viaggia in una strada anonima della provincia americana. La grafica dei titoli assolutamente trash non mi lascia presagire nulla di buono. Alcuni flash che faccio fatica a contestualizzare mostrano una ragazza nuda che corre nei boschi, con pesanti filtri vagamente psichedelici. L’immagine non fa nulla per nascondere la matrice digitale hd. Comincio comunque ad affezionarmi a una certa ricercatezza estetica, una coerenza cromatica, un dialogo fresco e ben recitato da ottimi attori, quando entrano in scena due giovani sfaccendati che si propongono di dare un passaggio alla ragazza in difficoltà. Il film comincia a seguire un binario rodato del genere horror ma la cialtroneria della sceneggiatura, uguale a mille altre, è condita da dialoghi brillanti e personaggi assolutamente sopra le righe, tra cui spicca il cattivo di turno, un barbuto provinciale sempre in salopette, che si abbevera in un barattolo di vedro (un banale bicchiere sarebbe troppo borghese per lui), produttore indipendente di marijuana, maniaco sessuale che non manca di esprimersi in maniera estremamente colorita.
I boschi, la provincia, la musica country-bluegrass, cominciano a formare un tutto coerente, un paesaggio decadente popolato da disoccupati che abitano in roulottes, fumatori d’erba sempre a zonzo senza meta, una madre prostituta, un’altra ubriacona. Il piano estetico è personale, efficace ma senza fronzoli, costante omaggio mai pretenzioso agli horror anni ’70-80. Il finale è magistrale nel riuscire a essere esaltante pur nella totale prevedibilità tipica del genere. Una mano prepotentemente d’autore quella di Jacob Ennis (peraltro responsabile anche del soggetto, della sceneggiatura, della fotografia e del montaggio) che confeziona un ottimo film a dispetto di mezzi tecnici risicatissimi, con una bellissima colonna sonora (persino i testi delle canzoni sono in stile), e non ho dubbi sull’inizio di una carriera estremamente promettente.
Personalmente credo proprio che acquistero’ il dvd, ricco di extra tra cui il commento del regista e un documentario making-of: http://www.amazon.com/Stash-Debbie-Rochon/dp/B001NH4CJY/ref=pd_bbs_sr_1?ie=UTF8&s=dvd&qid=1239791937&sr=8-1
STASH TRAILER from Jacob Ennis on Vimeo




