Uno dei vantaggi di vivere in un paese laico come la Francia e soprattutto in una metropoli piuttosto cosmopolita come Parigi, è la possibilità di vedere al cinema parecchi documentari che si rivolgono in maniera critica a temi tabù in Italia come la religione (cattolica).
Deliver Us From Evil (Liberaci Dal Male), diretto da Amy Berg, USA, 2006
Candidato all’Oscar come miglior documentario del 2006, ricostruisce la storia di Padre Oliver O’Grady, un prete cattolico che a partire dagli anni 70, nel corso di 30 anni, ha abusato di almeno una settantina di bambini. O’Grady racconta in prima persona la sua storia, seduto tranquillamente alla sua scrivania, a passeggio in un giardino pubblico… un momento… un prete pedofilo che parla dei suoi abusi a passeggio nel parco? Si’. Libero. Reo confesso. Libero. Con una pensione della chiesa, ospitato da una famiglia cattolica in Irlanda. Tutta la storia ha dell’incredibile.
Dopo il primo stupro il prete pedofilo si confessa con il suo superiore e scrive una lettera di scuse alla famiglia della vittima. La famiglia, estremamente cattolica, che riponeva una fiducia incredibile nell’abito del prete tanto da affidagli spesso la figlia e a considerarlo un amico di famiglia, una figura di riferimento, si rivolge al superiore del prete il quale nega tutto… ah, ma c’e’ una lettera con confessione… la ricostruzione di un dialogo assurdo, con il superiore che finisce per dire “si tratta di una bambina, vedete, in fondo non è un invertito…” cose cosi’. Fin dall’inizio la chiesa fa blocco compatto per proteggere O’Grady.

Father OGrady, il prete pedofilo piu tristemente famoso della storia, oggi libero, tranquillo, con la pensione della chiesa.
Alla famiglia viene promessa una severa punizione per il prete peccatore, che si afferma essere in convento all’altro capo del mondo, in cambio del silenzio soprattutto nei confronti della polizia. E in realtà seguiamo gli spostamenti di O’Grady su una carta degli Stati Uniti, in stile Indiana Jones, solo che gli spostamenti sono di un massimo di 30km. O’Grady è trasferito in una parrocchia di un paese vicino, dove rapidamente cade ancora in tentazione e la storia si ripete, di parrocchia in parrocchia, sempre con la copertura della chiesa, per 30 anni. A un certo punto il caso prende un’ampiezza tale che la polizia finisce per mettere le mani su O’Grady. Il poliziotto incaricato dell’arresto racconta che alla domanda di perquisire la parrocchia in cerca di indizi si aspettava una piena collaborazione, porte aperte, invece la chiesa risponde con un classico “prima sentiamo i nostri avvocati”. E cosi’ via.
O’Grady ci racconta tutta la sua storia e vorrebbe a suo modo continuare a chiedere scusa, come spesso fece, a confessarsi… ai nostri occhi appare soprattutto come un malato vittima lui stesso della sua malattia, una pulsione mostruosa. In questo film l’accusa è soprattutto verso un comportamento mafioso da parte delle gerarchie ecclesiastiche, fino a Roma, al Papa.
Per me è un film da mostrare nelle scuole, ai bambini, sarebbe da programmare in TV alle 8.30 su Rai1, per insegnare a tante brave famiglie che il fatto che un uomo indossi una tonaca non lo rende piu’ affidabile, di fatto, di un qualunque estraneo per strada. Anzi, questo film argomenta in maniera convincente che probabilmente è vero il contrario.
Sito ufficiale: http://www.deliverusfromevilthemovie.com/
