Nell’ambiente della pubblicità si dice che Lego, giocattoli e coltelli svizzeri sono proibiti, in quanto essendo stati troppo utilizzati, hanno ormai perso completamente il loro valore creativo. Ma quando è il Lego che deve fare pubblicità per sé stesso, come fare? Evidentemente i creativi che lavorano per Lego sono autorizzati a derogare alla regola, ma hanno tuttavia una certa pressione a trovare qualcosa di potente, soprattutto se si tratta di celebrare i 50 anni della marca.
Penso che in questa campagna siano riusciti nel loro intento, prendendo a modello la storia invece che posizionare la marca in un universo totalmente ludico, attraverso la ricostruzione di tre immagini chiave della storia recente che fanno parte della memoria collettiva (mediatizzata). In piu’ si tratta di tre momenti di grandi sfide, Muhammad Ali contro Joe Frazier, la gente di Berlino che distrugge il muro, e un uomo misterioso che ferma i carriarmati a Beijin, all’epoca del massacro di piazza Tiananmen.
La marca Lego si guadagna cosi’ il suo posto nella storia, e riafferma con forza il suo posizionamento in quanto gioco serio (la parola Lego viene dal danese, Leg = giocare e Godt = bene, ovvero “giocare bene”).
La vittoria di Muhammad Ali contro Joe Frazier, 1970
La caduta del muro di Berlin, 1989
La protesta di piazza Tiananmen, Beijing, 1989
Fonte : The inspiration room
http://theinspirationroom.com/daily/2009/lego-making-history/



Hi,
dans le même esprit, voici une autre campagne de pub pour Lego réalisée par la même agence de pub :
http://brick-me.com/2009-08/creer-limpossible-avec-lego/