FIAC 2009, Paris. Le gallerie più prestigiose espongono al Grand Palais, le giovani gallerie prendono posto al carré du Louvre. E’ al carré du Louvre che troviamo anche i finalisti del Premio Marcel Duchamps, tra cui Nicolas Moulin, con un’installazione alquanto notevole accompagnata da un video. A mio avviso, la cosa migliore da vedere quest’anno alla Fiac. Una serie di foto dello stesso autore sono visibili allo stand della Galleria Chez Valentin, paesaggi grigi, dove percepiamo la presenza umana al tempo passato: l’universo di questo artista si nutre dei temi della migliore fantascienza, in primo luogo Philip K. Dick, che cita come il suo autore preferito e spirito affine (vedere intervista a fondo pagina).
Il mondo che l’artista sembra esplorare come un avventuriero del giorno dopo è una declinazione di un passato futuro, il passato della follia del cemento armato proiettata al di là dell’umanità che è tuttavia all’origine di questo mondo. Siamo spinti a lasciarci sprofondare in questo terreno sospeso tra finzione e realtà (ancora, Philip Dick), e sperimentare dei sentimenti ambigui di fronte a questa apocalisse di cemento: da una parte la vertigine davanti a un sogno (quello di un’architettura solida, moderna ed economica) che diventa incubo, rovina, monumento a un‘utopia fallita, d’altra parte fascino per una pace infine conquistata e un’eleganza che queste forme alla fine emanano nella rovina.
Nicolas Moulin et Philippe Cuxac
DOSSIER :
http://www.galeriechezvalentin.com/fr/ressources/pdf/nm_dossier.pdf