E’ un minuscolo cambiamento nella dinamica di gioco del caro vecchio Tetris. Un cambiamento di prospettiva, di punto di vista. Ma coinvolge la teoria della relatività. Da provare. E da meditare.
Di film tratti da videogiochi ce n’è una marea. perché no un film tratto da “Minesweeper” (”Campo minato”), o “Tetris” ? Il primo si presta bene a divenire un film d’azione all’americana (Assumerei il Ridley Scott di Black Hawk Down o la Kathryn Bigelow di The hurt locker). L’adattamento di Tetris per il grande schermo comporta uno sforzo maggiore, per diventare un film di fantascienza russo con un tocco filosofico alla Aronofsky.
Si tratta, beninteso, di “mock trailers”, ma parecchio divertenti. (Incredibile che qualcuno tra i commentatori su Youtube abbia creduto che esistessero davvero i film!)
Minesweeper – The Movie
Tetris – The Movie
Minesweeper – The Movie
“From the studio that brought you
Mario Brothers, Double Dragon, Strett Fighter, Mortal Kombat, Tekken, Pokemon: the movie, Wing Commander, Final Fantasy, Tomb Rider, Resident Evil, Aolne in the Dark, Doom, Bloodrayne, and Silent Hill”
“You are here because you’re the best of the best!
you come to me as beginners,
when i’ll be done with you,
you’ll be experts!
You are here… TO SWEEP… MINES!”
-Why are you really here?
-I wanna make this land safe!
-Why are you here soldier?
-I’m here because i’m bored!
-Don’t you ever forget that.
Tetris – the movie
“Life is just… blocks…
trying to fit togheter to make lines
…and that’s who we are.”
Vi trovate in una montagna di rifiuti. Sta a voi di aggiustare il vostro corpo di robot per lanciarvi in un’avventura nel mondo di Machinarium. E’ un gioco del tipo “punta e clicca”, ovvero si usa solo il mouse per spostare il vostro personaggio, cliccare sugli oggetti, raccoglierli, farli interagire tra loro e con gli elementi dello sfondo. Una particolarità del gioco è la possibilità di estendere in altezza il corpo del robot e appiattirlo al suolo, e poiché è possibile interagire solo con gli elementi vicini al personaggio, questa caratteristica aggiunge un tocco di realismo e complessità. Una volta messa in atto la sequenza giusta di azioni, avete diritto di passare al quadro successivo. Ci sono solo tre quadri disponibili gratuitamente (altrimenti il costo è di 13$), ma sono sufficienti per darvi un assaggio della qualità della direzione artistica, delle animazioni, e della meccanica del gioco. a mio avviso un po’ difficile, ma l’atmosfera è coinvolgente e dà voglia di scoprire il seguito dell’avventura ed esplorare questo mondo di robots.
Il gioco è sviluppato da Amanita Design: sul sito trovate altri giochi interessanti dello stesso tipo.
Greg Sergeant è un game designer indipendente autore di piccoli giochi in Flash. Boxman (Testa di scatola) è il protagonista del suo nuovo gioco. Questo piccolo personaggio dalla testa quadrata si avventura nel suo mondo di piattaforme per raggiungere delle scatole magiche.
E’ aiutato dai suoi cloni stupidi (si sa, la copia non è mai all’altezza dell’originale) che imitano quel che fa’ nel momento in cui li crea. Ma ha anche bisogno di voi, e soprattutto del vostro cervello, perchè puo’ riuscire nella missione solo con una buona dose di intelligenza. Ogni quadro necessita una astuzia specifica per essere risolto, ed un indizio vi serà fornito ad inizio missione per guidarvi.
Il gioco è ben congegnato, la difficoltà aumenta progressivamente, il personaggio è simpatico e la musica gradevolissima (ma la spegnerete comunque una volta bloccati per un po’ di tempo in uno stesso livello).
Ma quello che è ancor piu’ apprezzabile nel gioco è una nota filosofica che è alla base di ogni enigma, evidente a partire dal terzo livello: ogni Testa di Scatola è sacrificabile (”every Boxman is expendable”).
Usate le freccie per guidare il personaggio, il tasto “shift” per creare i cloni, “r” per ricominciare. Leggete bene gli indizi all’inizio di ogni missione. Al momento sono bloccato al settimo livello ma ora mi ci dedico seriamente.
On ne sait pas combien ça va durer, mais la réalité augmentée est très à la mode et les créatifs et les marques semblent avoir envie de s’amuser avec. Cette fois la nouveauté est la création d’un advergame où les bonbons Skitties servent comme bombes pour touer un max de zombies.
En bref, la réalité augmentée (augmented reality) est une technologie qui incruste des éléments graphiques 3d dans des images filmées en temps réel, c’est-à-dire immédiatement. Vous prenez votre caméscope, webcam, ou téléphone-caméra, et vous visez une image spéciale imprimée. Cette image est utilisée par un logiciel ou un site web comme repère pour que les éléments virtuels générés par le logiciel collaient parfaitement à la perspective de la réalité filmée. Le résultat est que vous verrez des incrustations 3d sur les images réelles que vous êtes en train de filmer.
Merci Skitties pour l'engagement dans la lutte contre les zombies
Cette fois la nouveauté est que la technologie est utilisée pour développer ARhrrrr, un jeu vidéo du type “zombi shooter”, c’est-à-dire un jeu où le but principal est de tuer un max de zombies. La caméra de votre téléphone devient le viseur d’un fusil. Le plan imprimé d’une ville est utilisé comme image-repère, et les bâtiments surgissent en 3d grâce à la réalité augmentée. Vous regardez la ville virtuelle à travers la caméra de votre téléphone, pardon, le viseur de votre fusil, et vous commencez à tirer sur les zombies. Eux, ils se défendent en vous tirant des boules de leur viande infecte, donc vous devez être rapides à vous déplacer physiquement pour éviter les attaques. Et enfin, grâce au sponsor bien aimé, vous avez aussi une arme secrète : les bonbons Skitties, bien sûr ! Vous n’avez qu’à placer le bonbon sur le plan de la ville, parmi les bâtiments virtuels, et si vous tirez sur lui il explosera en tuant tous les zombis qui sont dans les alentours. Des couleurs de bonbons différents correspondent à des types de bombes différentes.
Le concept est très amusant, en effet tuer les zombies avec des Skitties c’est le rêve de tous les consommateurs de ce produit. Néanmoins, suite à mes expériences précédentes avec la réalité augmentée, j’imagine que le jeu soit compromis par la lenteur de l’affichage des éléments virtuels, soit à cause d’un éclairage insuffisant, soit à cause d’une résolution merdique de la caméra.